Mettersi a nudo: Instapics of the month.

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Sono passati giorni, è passato il mese di giugno in un lampo, e sono successe tante cose belle e meno, tanto che ho un po’ tralasciato queste spazio, queste righe. Raccolgo allora le emozioni positive in queste foto, che raccontano il nostro giugno. E’ successo Pitti Uomo e Bambino con i suoi fuochi d’artificio, il suo circo, le sue stranezze e la sua normalità. Sono successe cose quotidiane, come i pisolini pomeridiani che sono tornati in voga causa il tanto caldo, afoso, quello che stanca più di una maratona o di una scalata in montagna. Improvvisi, inaspettati. Una bambina di quattro anni e un pezzettino, che da due già ha detto addio al consueto riposino, è tornata a cercare il tempo e lo spazio per recuperare energia e trovare ristoro. La stessa bambina che, dopo un lungo inverno di lezioni di danza a scadenza settimanale, ha raggiunto l’obiettivo finale, il famoso saggio di fine anno, tra un misto di eccitazione, entusiasmo e soddisfazione. L’ho vista crescere, come succede soprattutto in alcuni momenti della loro vita, in cui si capisce di più e meglio che qualcosa sta cambiando, un passo dopo l’altro. L’ho vista impomatata nel suo chignon, diventare una bambina grande, fare le sue mosse, orgogliosa e fiera su quel palco come fosse alta due metri. L’ho amata, come sempre, più di sempre, e mi sono commossa. Poi dalla danza siamo passati , senza interruzioni, verso i corsi di “nuoto” in piscina, per consacrare la fine della stagione scolastica, l’inizio dell’estate. La riscoperta delle braccia nude, il costume, i bagni, la macchina al sole bollente e i finestrini aperti, i sandali, le pesche e le susine, le ciliege e il cocomero, le docce tutti i giorni e i capelli bagnati. Per un bambino le stagioni sono come una nuova vita, come se ricominciasse tutto, perché il ricordo dell’estate o dell’inverno passato è così lontano e dai contorni così sfumati da sembrare non sia mai esistito. La osservo che (ri)scopre le solite cose come fossero nuove e riesco a vedere la sua meraviglia. Un altro passo verso la vita. E poi tra partenze, progetti, programmi, rinunce, compleanni, nuovi e vecchi amici, una cugina che non si dimentica mai, nemmeno quando è lontana, una lettera: una O, rotonda, circolare, che accoglie e raccoglie tutto, l’inizio e la fine.

Una O di Olivia.

by oliveemiele

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